Friday, June 22, 2018

FIT-PIADINA per correre a “I Sette tornanti”

Proseguono le ricette per un pasto leggero, proteico ma soprattutto estivo! Oggi - in teoria - sarebbe il primo giorno ufficiale di inizio ESTATE... Qui a Roma però il cielo sembra prenderci in giro: velato ma afoso, e l'umore decisamente "condizionabile". Prima di illustrare gli ingredienti, la mia missione di presentarvi realtà gastronomico-sociali, adatte a tutte le tasche, si sposta in Sicilia!

Dietro a “I Sette tornanti” non c’è solo un ristorante, c’è molto di più, c’è un gruppo di persone, «i nostri ragazzi» – come amano chiamarli in cooperativa – che dal disagio psico-sociale ne hanno tratto la spinta per andare avanti e costruirsi il proprio futuro, la propria autonomia sociale e lavorativa. E non solo, grazie al lavoro “duro” di squadra (coltivare, zappare, arare 19 ettari di terreno dotato di 850 alberi di ulivo e 1000 alberi di carrubo) “I Sette tornanti” - un tempo abbandonato e lasciato a se stesso - è diventato un fiore all'occhiello per il territorio ragusano, un luogo di ricezione turistica dove la produzione agricola è biologicamente certificata. Senza mai dimenticare la valenza sociale: dalla vendita dell’olio, delle carrube e del miele di loro produzione ricavano fondi da destinare al progetto.
Non sono mancati episodi vandalici e intimidatori all’interno della struttura agricola e tante sono state le campagne attivate per realizzare piccoli progetti.
Nel 2015 il fondo agricolo Cillone (nome preso in prestito dall'omonima contrada in cui lo stesso si trova), viene conosciuto anche a livello internazionale, grazie alle riprese in questa location di alcune scene del film “Il Commissario Montalbano”. Oggi, “I Sette tornanti” è una struttura turistico-ricettiva siciliana conosciuta, dove si possono realizzare passeggiate a piedi o in bici, godere di paesaggi tipici della zona e mangiare sano e sempre in buona compagnia.

http://www.ristoranteisettetornanti.it/home.php
https://www.facebook.com/ristoranteisettetornanti/


CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA...!

Ingredienti x 2 piadine
100g di albume
30g farina di miglio
30g farina di semola integrale
2 zucchine
Un goccio di latte di avena
Una punta di bicarbonato
Aceto di mele, o limone

Condimento
Hummus di cavolo verza








A META' DEL LAVORO...
Niente di più semplice e veloce, soprattutto in questi giorni di fiacca dove l'ultimo mio desiderio è mettermi ai fornelli.
Dividete gli albumi dai tuorli; setacciate le farine; grattugiate finemente le zucchine crude.
Unite agli albumi le farine, aiutandovi con un po' di latte per rendere più liquida la pastella (ne basterà un goccio). Strizzate ed amalgamate all'impasto le zucchine. Aggiungete mezzo cucchiaino di bicarbonato - il nostro agente lievitante - e attivatelo versando un po' di aceto di mele o, in alternativa, qualche goccia di limone. Lasciate agire per qualche secondo. Scaldare e ungere con un velo di olio una padella dai bordi bassi (io ho usato quella per fare le crespelle), dividere l'impasto e cuocere in due volte, massimo 5 minuti per lato.

PS: io non ho aggiunto SALE, perché la seconda piadina l'ho condita con la marmellata di arance amare; l'impasto, infatti, si adatta benissimo sia a condimenti salati, che dolci.

La piadina salata l'ho riempita con hummus di cavolo verza - quello viola - con prosciutto crudo e un po' di zucchine che mi erano avanzate; a parte, pomodori camoni e foglie di basilico della mia piantina ^_^





PER SAPERNE DI PIU'

Guardate la puntata di SIAMO NOI, il contenitore sociale di Tv2000, dedicata al ristorante
“I Sette tornanti” https://www.tv2000.it/siamonoi/video/siamo-noi-ragusa-i-sette-tornanti/

Monday, June 18, 2018

BUDINO PROTEICO AL CIOCCOLATO per un'amica food blogger

Mangiare è un piacere della vita. Senza ossessioni. Si intristisce chi impiega la sua volontà nelle privazioni costanti, è un prigioniero chi ingabbia in troppi schemi i suoi pranzi e cene. Ma... come diceva, più di un secolo fa, Ludwig Feuerbach, filosofo tedesco: "I cibi si trasformano in sangue, il sangue in cuore e cervello; in materia di pensieri e sentimenti. L'alimento umano è fondamento della cultura e del sentimento. Se volete migliorare il popolo, dategli un'alimentazione migliore. L'uomo è ciò che mangia". La massima di Feuerbach e la ricetta che vi sto per presentare, mi hanno fatto venire in mente un altro incontro fatto quest’anno in ambito lavorativo, con una food blogger strepitosa.

Lei si chiama Vatinee Suvimol, thailandese di nascita e bergamasca di adozione, avvocato di professione e food blogger per passione. “La Mia Storia Thai - Ricordi e Ricette”, è non solo un romanzo autobiografico ma anche una guida alla Thailandia e ai suoi piatti tradizionali. Vatinee, figlia di una ragazza madre e di un padre che decise di non esser presente: «Mi dicevano che ero venuta al mondo per errore: il tentativo di aborto al quinto mese di gravidanza, la consapevolezza di una vita difficile. Alla fine, però, l’amore ha vinto». Vatinee - che in thai vuol dire “colei che ama la musica” – è cresciuta con la nonna e lo zio, a Bangkok. A sei anni, fu “prelevata” dalla Thailandia: destinazione Italia. Fortunatamente quella di Vatinee è una storia a lieto fine: è riuscita a realizzare tutti i suoi sogni - una famiglia, una carriera, la serenità - e dalla vita ha avuto anche qualche regalo in più. Nel 2010, quando si è trattato di dare un nome al suo blog, ha d’istinto pensato a queste parole: “A Thai Pianist”, «forse perché sognavo di diventare una pianista, proprio come quel padre naturale che mi rinnegò; o forse perché avrei voluto che un giorno lui mi ritrovasse grazie a internet. Mai avrei immaginato di diventare una vera food blogger. Non ho mai amato cucinare, a casa mi prendevano in giro perché non sapevo nemmeno preparare un uovo al tegamino; comunque dopo aver lasciato la Thailandia - all’età di sei anni - ho provato un costante desiderio di mangiare cibo della mia terra d’origine. Per i thai mangiare è sacro: bisogna farlo sempre e solo quando si ha fame, e bisogna che tutti abbiano del cibo da condividere. “Per ogni boccone di carne, almeno tre di riso. Così ti sazi”, mi diceva la nonna. La carne in Thailandia era costosa e non avevamo molti soldi per comprarla. Tra di noi dividevamo tutto equamente, inclusi i “luk chin” (polpettine di carne). Alla fine, il desiderio del cibo thailandese era così forte che ho iniziato a cucinare e sperimentare. In dieci anni di ricerche e corsi, ho capito una cosa: che non esistono ricette thai originali, in quanto l’origine di ogni piatto è la strada». Nel 2014, Vatinee - insieme a un team di esperti - ha progettato “iFood”: web magazine di cucina, di cui oggi è capo progetto. iFood è l'etichetta editoriale cartacea di una grande realtà, che online raccoglie oltre 300 food blogger.

Ora parliamo di proteine #healthybreakfast #healthyfood! Per una colazione da campioni, cosa c'è di meglio se non un budino ricco di sapori naturali e tanta energia?!

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA...!

130g albumi
120g acqua
10g cacao amaro
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaio di marmellata arance amare

Per il Topping
Frutta fresca e secca a scelta
Semi di chia











A META' DEL LAVORO...
Preparazione semplice e veloce: unite albumi, acqua, cacao e miele. Portate a bollore in un pentolino antiaderente, girando costantemente con un cucchiaio di legno. Dopo 5/10 minuti, a fiamma viva, il composto avrà raggiunto la giusta densità. Trasferite la crema in un contenitore dai bordi alti, aggiungete la marmellata e con il frullatore ad immersione rendete setoso il composto, togliendo eventuali grumi.
Versate il budino in una coppetta e riponete in frigo per un'ora. Decorate a piacere ^_^





PER SAPERNE DI PIU'

Guardate la puntata di SIAMO NOI, il contenitore sociale di Tv2000, con l'intervista a Vatinee del blog "A Thai Pianist".
https://www.tv2000.it/siamonoi/video/siamo-noi-lintervista-da-bangkok-a-bergamo-la-mia-storia-tra-ricordi-e-ricette/

Monday, June 4, 2018

TAGLIATELLE di RINA POLETTI per “Miss…ione Matterello”

Questa di oggi non è una vera e propria ricetta; uso questo post per presentarvi una persona speciale, che ho avuto il piacere di conoscere grazie al mio lavoro. La farina e il mattarello l’hanno salvata da una carriera solitaria dietro una scrivania. Ora le tagliatelle sono la sua filosofia di vita. E' la “sfoglina” più rinomata d’Italia, Rina Poletti, maestra dell’impasto!
Rina nasce a Finale Emilia nel 1951. Inizia a fare la sfoglina nel 1979. «Le mie mani sono da sempre strumento per impastare e stendere senza macchine, ma intraprendere questa carriera è stata una vera sfida. Inizialmente, tanti in paese non apprezzarono la mia idea. Piano piano cominciarono a fidarsi sempre di più, vedevano con i loro occhi quello che producevo, “proprio come la faccio io” dicevano. Mai avrei creduto di innamorarmi di questo lavoro che mi ha salvato; un grande successo personale ma anche grande sacrificio. La cucina è sacrificio, non è quella che ci fanno vedere in tv, con tutti questi programmi inflazionati». Nel maggio 2012, la vita di Rina viene improvvisamente sconvolta dal disastroso terremoto dell’Emilia. «Dovevo fare qualcosa per aiutare il mio territorio!». Nasce così l’associazione “Miss…ione Matterello”, da un vero e proprio spirito solidale. «Attraverso la sfoglia ho conosciuto persone fragili, forti, felici, tristi… Mi piace pensare che io non insegno solo a fare la pasta, ma insegno loro che la condivisione serve come sollievo per le preoccupazioni e le sofferenze. In questo modo si riesce a donare gioia a chi crede che non sia più possibile esser felici. Cucinare è un atto d'amore; la sfoglia è sacrificio fisico, richiede energia ed impegno. È un gesto di tenerezza, di affetto, è prendersi cura degli altri». Rina è in pensione da 10 anni. Dal 2010 è docente di “Alma - Scuola internazionale di Cucina di Gualtiero Marchesi” e gira il mondo tra conferenze, festival e dimostrazioni. Ma le sue sfide non finiscono qui: a novembre 2017 è partito il progetto dell'Accademia della sfoglia itinerante. “Via Emilia - Bottega Gastronomica”, a Milano, è la sede della prima scuola itinerante della Sfoglia in Lombardia, con l'intento di raggiungere tutte le regioni d'Italia.


CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA...!

Tagliatelle all'uovo tirate a mano
Porcini secchi
Crema di tartufo
Olio piccante
















A META' DEL LAVORO...
Il condimento è stato preparato con ingredienti locali a km zero: porcini e tartufo dell'azienda agricola "fungaia" Moretti, di Marino (Roma).



PER SAPERNE DI PIU'

Guardate la puntata di SIAMO NOI, il contenitore sociale di Tv2000, con l'intervista alla "sfoglina" Rina Poletti.
https://www.tv2000.it/siamonoi/video/siamo-noi-lintervista-farina-e-mattarello-ecco-gli-strumenti-del-mio-successo/

Tuesday, May 29, 2018

FIT-PANCAKE di albumi... “Sapori e Saperi”

Buone maniere a tavola nel libro "Il galateo del terzo millennio" di Filiberto Passananti e Matteo Minà (Guido Tommasi Editore)
Far rumore masticando è di cattivo gusto, non s’infila il naso nel bicchiere o nel piatto altrui. Lo scriveva Giovanni Della Casa sei secoli fa. Secondo gli autori, le sue indicazioni non sono superate. Dunque ripropongono il Galateo nell’italiano di oggi e lo integrano con le parole di dieci testimoni. Renzo Arbore si preoccupa di un uso responsabile del telefonino e Annie Féolde di accogliere l’ospite come un re. L’importante, raccomanda Tata Adriana, è partire dai bambini.

E voi? Quali le regole del "Bon Ton", o le abitudini "casalinghe" di cui non potete fare a meno? Lo confesso, io adoro il pesce ma sono terrorizzata dalle spine, soprattutto dopo la paura che mi fece prendere mio padre a causa di una lisca posta di traverso in gola e recuperata con le pinzette... Ho bandito dalla tavola le ansie usando un "ausilio primitivo"... le mani, sì ma solo a casa, dove tutto - o quasi tutto - è concesso.

Ristorante “Sapori e Saperi”
Piazza Amellino, 16/17, 87021 Belvedere Marittimo (Cosenza)

Laboratorio di antiche tradizioni; rappresenta il primo esempio sul territorio regionale di imprenditoria sociale nel settore della ristorazione, che consentirà l’integrazione lavorativa e sociale di minori e giovani svantaggiati, ad alto rischio di devianza e sottratti alla microcriminalità organizzata che diventeranno cuochi, maitre e addetti alla sala.

http://www.ristorantesaporiesaperi.it/

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA...!

30 g farina di riso
30 g farina di avena
120 g albumi
1/2 cucchiaino bicarbonato
1/2 limone
Curcuma
Spezie (cumino, semi di finocchio e coriandolo)


Condimento a scelta








A META' DEL LAVORO...
Per gli sportivi: sfatiamo il mito delle proteine a qualsiasi ora della giornata. Un pasto equilibrato dovrebbe comprendere: carboidrati, preferibilmente integrali per l'apporto di fibre; grassi, proteine e vegetali; l'unica cosa che in teoria sarebbe esclusa dal classico piano alimentare equilibrato - tranne qualche strappo alla regola durante il week end - è lo zucchero raffinato; meglio integrare con frutta e cioccolato fondente. Mai dimenticare lo spuntino, soprattutto pre e post allenamento.

Questo pancake è sfizioso, creativo e sazia molto: mischiare le farine e le spezie; unire gli albumi (che possono essere montati o no, per ottenere un impasto più alto); attivare il bicarbonato - agente lievitante naturale - con il succo di mezzo limone e lasciare agire per 5 minuti. Amalgamare il composto, senza lasciare grumi. Se decidete di montare a neve gli albumi, ricordate di aggiungerli all'ultimo e mischiate dal basso verso l'alto, con l'aiuto di una spatola, per non smontare l'impasto. Cuocere in un padellino antiaderente, preferibilmente alto e stretto (13-14 cm di diametro) 5 minuti per lato, a fiamma bassa, avendo l'accortezza di chiudere con un coperchio.
Oggi, ho dovuto accontentarmi di un padellino, sempre antiaderente, perché la solita casseruola che usavo è rovinosamente caduta ammaccandosi su più lati. Ho ottenuto così un pancake più basso ma altrettanto soffice.


PER SAPERNE DI PIU'

Guardate la puntata di SIAMO NOI, il contenitore sociale di Tv2000, dedicata al Ristorante “Sapori e Saperi”.
https://www.tv2000.it/siamonoi/video/siamo-noi-cucina-solidale-risotto-ai-gamberi-con-sorpresa/
Tv2000 è visibile sul digitale terrestre canale 28, sul satellite al canale 140 SKY, sulla piattaforma satellitare tivùsat al canale 18 e in streaming.

Monday, May 28, 2018

ASPARAGO DI BASSANO CON GAMBERONI AL BRANDY... e "La Locanda del Cuore"

Corriere della Sera - 9 marzo 2018
"A tavola con Papa Francesco", (ed. Mondadori Electa), di Roberto Alborghetti - in libreria dal 13 marzo - il legame di Bergoglio con il cibo: gli studi in tecnica alimentare e il «buon pranzo» dopo l’Angelus.

Il giovane "Jorgito", così lo chiamavano da ragazzo, cucinava per la famiglia, sperimentando ricette e azzardando portate. Amava farlo e gli riusciva bene, racconta la sorella minore Maria Elena. «Fa dei calamari da urlo», dice. E gli piace molto il risotto. Piatto quest’ultimo legato alla terra d’origine della sua famiglia prima di emigrare in Argentina, il Piemonte, dove i Bergoglio avevano coltivato uve di Barbera d’Asti e del Monferrato e gestito una caffetteria e una pasticceria. A sedici anni, nel 1952, al momento della scuola superiore questa passione lo spinse a frequentare il corso di chimica dell’alimentazione all’Istituto industriale Yrigoyen di Buenos Aires, nei cui laboratori, fra stufe, alambicchi e piatti in vetroceramica, studiò le reazioni chimiche per la trasformazione delle molecole degli alimenti nei migliori sapori per il palato. E trovò anche lavoro al centro di ricerca Hickethier e Bachmann, specializzato nelle analisi delle sostanze grasse delle acque e dei prodotti alimentari. Questo prima che la vocazione lo portasse a rivelare ai propri genitori, davanti a un caffè italiano, tra praline e alfajores - tipici dolci argentini - di volersi fare prete. Iniziando quel percorso che l’avrebbe portato a diventare prima Arcivescovo di Buenos Aires, poi Cardinale e infine Pontefice. E pensare, come ha rivelato una domenica di febbraio dello scorso anno, rispondendo alla domanda di un bambino in una parrocchia romana, che da piccolo avrebbe voluto fare il macellaio. Lavoro del quale restava affascinato ogni volta che da ragazzo andava al mercato con la nonna. È una storia in gran parte sconosciuta quella raccontata dal giornalista Roberto Alborghetti. Attraverso documenti editi e inediti, ricette, interviste e testimonianze, il volume indaga il rapporto tra Bergoglio e il cibo, la sua passione per la buona cucina, e il significato che ancora oggi riveste per lui l’importanza di un’alimentazione adeguata, di una distribuzione alimentare accessibile anche ai meno fortunati.

Ristorante "La Locanda del Cuore".
Via Alfonso Di Vestea, 18 (Pescara)

Dal 2014, a Pescara, ha aperto il Ristorante La Locanda del Cuore. I proprietari collaborano costantemente con il sacerdote don Emilio Lonzi devolvendo i ricavati alla Caritas e alle parrocchie da lui seguite. Qui troverete un vero e proprio angolo di toscana: lo chef Giorgetti, infatti, è di origini toscane e ha studiato a Firenze.
In cucina e in sala, sono state assunte due persone, un ragazzo e una ragazza, in condizioni di grande necessità.

https://www.ristorantelalocandadelcuore.com/

https://www.facebook.com/lalocanda.delcuore/


CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA...!


Asparagi bianchi
Gamberoni
Parmigiano
Burro
Pepe
Brandy
Olio Evo
Aglio









A META' DEL LAVORO...
Niente di più semplice: pulire con un pela patate i gambi degli asparagi, che potrebbero risultare più legnosi rispetto all'Asparago comune (Asparagus officinalis). Lessare in una pentola dai bordi alti, in acqua salata, lasciando le teste fuori, che - essendo più tenere - si cuoceranno grazie al vapore.
Nel frattempo, in una padella con olio e aglio ripassate i gamberoni e sfumate con del Brandy, diluito in acqua (in alternativa potete usare il classico vino bianco).
Una volta cotti gli asparagi, per rendere il piatto più gustoso (...uno strappo alla regola e "ciao ciao" preparazione light) ripassateli con del burro e condite con un'abbondante spolverata di parmigiano e pepe.



PER SAPERNE DI PIU'
Guardate la puntata di SIAMO NOI, il contenitore sociale di Tv2000, dedicata al "Ristorante la Locanda del Cuore".
https://www.tv2000.it/siamonoi/video/siamo-noi-pescara-la-locanda-del-cuore/
Tv2000 è visibile sul digitale terrestre canale 28, sul satellite al canale 140 SKY, sulla piattaforma satellitare tivùsat al canale 18 e in streaming.




Saturday, May 26, 2018

VEG PANCAKE SALATI all'AQUAFABA... poi “Articolo 21”

E' sabato e avete ospiti? Poco tempo per organizzare un "banchetto" con i fiocchi...
Niente paura; ho la ricetta adatta a tutti i palati; ma prima di svelare l'ingrediente segreto...

... vi parlerò del ristorante sociale “Articolo 21”.
Via Costantinopoli, 2; Taranto
Don Francesco Mitidieri è un prete di strada e cappellano del penitenziario di Taranto, che ha fondato questo ristorante, grazie al sostegno dell’associazione “Noi e Voi”.
Nel ristorante ci lavorano dipendenti tra i 19 e i 35 anni assunti dalla cooperativa, con l’obiettivo di creare nuovi posti di lavoro per persone svantaggiate. Il nome del ristorante è molto importante: l’articolo 21 nella Costituzione Italiana, infatti, parla della libertà di pensiero ed espressione. Il ristorante sorge a ridosso dell’Ilva e in cucina con la carica di Chef c’è Fabrizio Ragnati, che nella sua carriera ha già avviati altri ristoranti di successo a Taranto.

http://www.art21ristorante.it/
https://www.facebook.com/ristoranteart.21/


CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA...!

Aquafaba di due barattoli di ceci
200 g farina 00
1/2 cucchiaino di bicarbonato
Sale o zucchero (secondo la preparazione)















L'aquafaba (o acqua di cottura dei ceci) è un ingrediente molto sottovalutato. Si tratta di un ingrediente che può tornare utile nella preparazione di ricette dolci e salate. Perfetta ad esempio per i vegani che sono soliti realizzare piatti privi di derivati animali o per gli intolleranti alle uova. L’aquafaba, o acqua di governo, è quella in cui troviamo immersi i legumi in scatola.
Il primo ad averla sperimentata in pasticceria è stato lo chef francese Joel Roessel, amante della cucina vegan.
È bene specificare che è consigliabile utilizzare l’acqua di governo dei ceci (meglio scegliere le varianti in vetro e senza sale) molto ricca in saponine e proteine.
In pochi sanno che la sua principale proprietà “magica” è che si monta! Per questo c’è chi la utilizza come alternativa agli albumi. Va montata con l’aiuto di fruste elettriche (di solito occorrono circa 10 minuti).
Occorrono tre cucchiai di composto montato per sostituire un uovo. Per ottenere il risultato migliore è importante però che questa sia montata poco prima di aggiungerla all’inpasto e, per ottenere risultati migliori, utilizzare sia l’acqua dei legumi, che la ciotola a basse temperature.
Potete sperimentare l’aquafaba nella preparazione di:
creme, mousse e pancake

A META' DEL LAVORO...
Montate a neve l'acqua di governo dei ceci (preferibilmente quelli nel barattolo di vetro e tenuti una notte in frigo). Setacciate e mischiate la farina, il bicarbonato e il sale; incorporate gli ingredienti secchi alla spuma, usando una spatola, con movimento dal basso verso l'alto. Il composto tende a smontarsi facilmente, quindi la preparazione dei pancake sarà veloce. Riscaldate una padella antiaderente, e versate il composto; fate dorare da entrambi lati e condite a piacimento.
La quantità di farina cambierà se userete farine diverse, tipo avena, miglio, kamut... La stessa preparazione vale per la variante dolce; in questo caso sarebbe meglio usare lo zucchero a velo. Per pancake più alti, aggiungere al bicarbonato anche mezzo cucchiaino di lievito.

PS: l'impasto si adatta benissimo sia a condimenti salati, che dolci.

PER SAPERNE DI PIU'
Guardate la puntata di SIAMO NOI, il contenitore sociale di Tv2000, dedicata ad "Articolo 21".
https://www.tv2000.it/siamonoi/video/siamo-noi-taranto-ristorante-articolo-21/
Tv2000 è visibile sul digitale terrestre canale 28, sul satellite al canale 140 SKY, sulla piattaforma satellitare tivùsat al canale 18 e in streaming.

Friday, May 25, 2018

CROSTATA DI RISO ALLA FRUTTA e... "Locanda vico Mele"

Continua il nostro viaggio alla scoperta delle "cucine sociali" in giro per l'Italia.
Il valore aggiunto di questi luoghi è poter mangiar bene ed ascoltare storie di accoglienza, di chi è ripartito da zero, di integrazione sociale e lavorativa. Leggere la sofferenza ma anche la riscoperta gioia negli occhi di chi sta dietro i fornelli o serve ai tavoli, può cambiare le nostre giornate. Trasformiamo il quotidiano convivio - che quotidiano purtroppo per tutti non è - in un momento unico di vera "stretta di mano" con l'altro.

Avete fatto anche voi esperienze del genere? Se vi fa piacere scrivetemi...
Inoltre, se avete un ristorante sociale da indicarmi, non esitate a farlo, e ne parleremo su Torsolo di Mela.


Oggi vi presento "La locanda vico Mele Trattoria sociale"
Vico Colalanza 2r, GENOVA
Enrico Martino e Andrea Nervi, cuoco il primo, imprenditore il secondo, stanno avviando nel centro storico di Genova "La locanda vico Mele Trattoria sociale": un'esperienza pionieristica che fonde in sé l'aspetto gastronomico a quello dell'inclusione sociale. Enrico Martino fino a poco tempo fa chef di un noto ristorante della Genova bene: «Dopo dodici anni ho deciso di licenziarmi per buttarmi, anima e corpo, in questa sfida. Non si tratta solo di mettersi in proprio, ma rivoluzionare il senso più profondo del mio lavoro, e anche provare a dare una piccola testimonianza ai miei figli: costruire un mondo più solidale è possibile ma per farlo è necessario fare delle scelte concrete». La "Trattoria sociale vico Mele", è il primo ristorante anti-crisi che ha aperto a Genova. Nelle tre sale della trattoria sociale, saranno serviti cinquanta coperti e si potranno assaporare piatti della tradizione popolare genovese con prezzi per tutte le tasche, a pranzo e a cena. «La trattoria non è sociale solo per via del menu low-cost ma anche perché, fin dall'inizio, abbiamo voluto in squadra persone con un passato difficile».

https://www.facebook.com/vicomeletrattoriasociale/

http://www.labottegadellefavole.it/mangiar-bene-fare-del-bene

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA...!

250 g farina di riso
125 g zucchero di canna
35 g olio evo
35 g olio di semi
65 g acqua
1/2 bustina di lievito

Per la crema
400 g latte
100 g panna
120 g tuorli
150 g zucchero
17 g amido di mais
17 g amido di riso




A META' DEL LAVORO...
Le dosi sono dimezzate, ma la ricetta è "presa in prestito" dal maestro Montersino. La mia variante è stata usare la farina di riso, perché la volta precedente mi era venuta eccessivamente dura. Il procedimento è quello classico sia per la frolla, che per la crema:
Setacciate e mischiate gli ingredienti secchi; unite a questi i liquidi. Fate riposare l'impasto per mezz'ora. Cuocete in forno statico a 120°C per 10 minuti circa. Ricordate di bucherellare la frolla in superficie e, una volta posizionata nello stampo apposito, adagiate un foglio di carta forno con sopra un peso per evitare rigonfiamenti in cottura (potete usare i classici legumi, o delle palline di ceramica specifiche per questa preparazione).
Nel frattempo, preparate la crema: unite in un pentolino prima i tuorli, con lo zucchero; poi le farine e a filo i due liquidi mischiati insieme. Cuocete a fiamma bassa fino a raggiungimento della giusta densità.
Fate freddare e decorate con frutta a piacimento.



PER SAPERNE DI PIU'
Guardate la puntata di SIAMO NOI, il contenitore sociale di Tv2000, dedicata alla "Locanda vico Mele".
https://www.tv2000.it/siamonoi/video/siamo-noi-dalla-trattoria-vico-mele-un-baccala-in-tre-versioni/
Tv2000 è visibile sul digitale terrestre canale 28, sul satellite al canale 140 SKY, sulla piattaforma satellitare tivùsat al canale 18 e in streaming.

Thursday, May 24, 2018

RIBOLLITA per... "Un Posto Tranquillo"

Cari amici,Torsolo di Mela da oggi e per qualche settimana a seguire, vi presenterà alcune realtà gastronomiche socialmente utili; perché partendo dal "basso" - anche con un semplice blog - si può collaborare per il bene comune. Sono molto diffusi, ma purtroppo poco conosciuti, i ristoranti che si impegnano - collaborando con varie associazioni e cooperative - nell'inserimento lavorativo di persone con diverse difficoltà. Tutti noi, con un piccolo gesto, possiamo aiutare questi luoghi a farsi conoscere, ampliando il loro intervento in maniera sempre più capillare e ramificata sul nostro territorio. I bisogni sono tanti, ma per la disinformazione, non vengono sempre riconosciuti; eppure, basterebbe uscire sul pianerottolo di casa per rendercene conto. Evitiamo l'indifferenza...

Oggi vi racconto di... "Un Posto Tranquillo"
Via Babbaurra, 34; San Cataldo (CALTANISSETTA)
Si tratta di un RistoSolidale in cui la buona cucina si intreccia con gesti di grande solidarietà. La cucina con l’utilizzo di cibi della nostra terra e il servizio ai tavoli – reso possibile anche grazie a giovani con qualità "speciali" – regalano un’esperienza unica nel suo genere. Qui mangiare diventa un’opportunità di crescita, di integrazione sociale e opportunità di lavoro per persone con difficoltà, tra cui 8 disabili, 5 disoccupati, 2 donne vittime di violenza.

http://www.unpostotranquilloristorante.it/
https://www.facebook.com/unpostotranquillo/


CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA...!

1 cavolo nero
1/2 cavolo verza
3 patate medie
Soffritto (carota sedano e cipolla)
400 g fagioli cannellini
Olio extra vergine di oliva
Salvia, aglio
Vino bianco
Pane toscano raffermo








A META' DEL LAVORO...
Iniziare cuocendo a fiamma bassa i fagioli - lasciati una notte in ammollo - all'interno di una casseruola - meglio se di coccio - con un po' di salvia, una testa d'aglio (io la infilzo con uno stuzzicadenti per toglierla con facilità) e un po' di sedano; sfumare con un po' di vino bianco.
In una pentola molto capiente dai bordi alti (tutti gli ingredienti andranno mischiati e portati a cottura in questo stesso recipiente), preparare un abbondante soffritto e aggiungere le patate tagliate a cubetti, non troppo piccole. Controllare spesso la cottura per evitare che si spappolino.
Unire i fagioli, le verdure tagliate a pezzetti alle patate; aggiungere acqua salata, senza sommergere gli ingredienti. Lasciare cuocere per almeno un'ora e mezza a fiamma bassa; se necessario aggiungere altro liquido.
La Ribollita, come dice la parola stessa, è un piatto che va servito il giorno seguente - dopo una notte di "riposo" - per esser "ribollita" insieme al pane - preferibilmente sciapo, tipico toscano - raffermo, tagliato precedentemente in fette sottili o ben spezzettato.
Servire tiepida e condire con olio (piccante) a crudo.

Consigli utili
C'è chi usa anche i pelati; chi aggiunge la bieta e chi il pane lo tosta prima, se non del tutto raffermo.
I fagiolini cannellini sono una varietà di origine toscana, oggi coltivati in gran parte dell'Italia. Piccoli e bianchi (verdi da freschi). Molto apprezzati per la delicatezza del sapore, si sposano a meraviglia con ingredienti sia di terra che di mare. Tra i più pregiati, gli zolfini, con buccia sottile e pasta delicata; e 2 varietà Igp: i fagioli di Sorana, bianchi o rossi, e quelli di Sarconi.

PER SAPERNE DI PIU'
Guardate la puntata di SIAMO NOI, il contenitore sociale di Tv2000, dedicata alla cucina di “Un posto tranquillo”.
https://www.tv2000.it/siamonoi/video/cucina-solidale-i-paccheri-con-pesce-spada-e-melanzane/
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Friday, March 30, 2018

TORTA INTEGRALE, KUMQUAT E GANACHE DI CIOCCOLATO - Buona Pasqua!

Pronta per la partenza. L'esodo pasquale, tra qualche ora, mi vedrà protagonista come la più classica delle italiane medie. E per entrare bene nella parte, ho già caricato la macchina con casatiello, corallina e pacchetti vari. Sono preparata fisicamente - grazie al gastro protettore - per la overdose di latticini pugliesi.
Non potevo lasciare però il blog sprovvisto di un dolce per le feste.

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA...!

250 g farina di semola integrale
100 g farina 00
200 g kumquat
1/2 bicchiere di latte
140 g zucchero di canna
100 g burro
2 uova
1 bustina di lievito

COPERTURA
200 g panna fresca
200 g cioccolato fondente

A META' DEL LAVORO...
Lavare i mandarini, punzecchiarli con uno stuzzicadenti e lasciarli bollire per 5 minuti. Facendo attenzione, tagliarli a metà, privarli dei semi e frullarli grossolanamente. Lavorare a crema il burro, con lo zucchero e i tuorli. Tenete da parte gli albumi. Alla crema aggiungere le farine, precedentemente setacciate, insieme al lievito; versare poco alla volta anche il latte (io avevo altri kumquat da consumare, quindi ho aggiunto anche il succo di una decina di fruttini). A questo punto, aggiungere i kumquat frullati all'impasto. Montare gli albumi a neve ferma, con un pizzico di sale e unirli al composto mescolando dal basso verso l'alto. Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 35 minuti circa.
Nel frattempo preparate la ganache come copertura:
riscaldate a bagnomaria la panna e, prima che raggiunga il bollore, versate il cioccolato precedentemente spezzettato. Amalgamate fino a raggiungere una consistenza non troppo densa. Una volta sfornato il dolce, praticare dei buchetti in profondità usando uno stuzzicadenti e, quando è ancora caldo, versate la ganache in modo che possa penetrare e mantenere umida la torta. Fate freddare prima di servire. In ultimo, potete spolverizzare della granella di nocciole, che servirà a coprire i visibili buchetti.

Wednesday, March 21, 2018

TARTE TATIN ai KUMQUAT, fave di cacao e cioccolato fondente

Tutti parlano di intolleranze alimentari; e capita - chi più, chi meno; come del resto la sottoscritta - di dover combattere con alcuni alimenti. Latticini, lieviti, farinacei e poi verdure... chi più ne ha più ne metta. Nutro seri dubbi sui test in circolazione che dovrebbero rilevare intolleranze, o allergie più serie, ma che in verità servono solo ad abbindolare centinaia di migliaia di italiani. Ormai non si fa altro che sentir parlare di: "supercibi" per dimagrire; fast food salutari; spuntini notturni per conciliare il sonno! Perché non si parla, invece, di consumatori più consapevoli; di donne meno severe con loro stesse e più amorevoli con il proprio corpo. Io, come al solito, la fatica, le amarezze della giornata le scarico lasciando carta bianca alla frenesia del creare in cucina.

CE L'HO, CE L'HO, MI MANCA...!
FROLLA (MONTERSINO)
100 g zucchero a velo
250 g farina 00
150 g burro
40 g tuorli d'uovo
2g sale
Granella di fave di cacao

COPERTURA
30 Kumquat
100 g zucchero di canna
Acqua
Cioccolato fondente


A META' DEL LAVORO...
Fate attenzione al procedimento della frolla di Montersino: iniziate setacciando la farina, create un buchetto al centro e aggiungete lo zucchero a velo. Pesate i tuorli e incorporateli sullo zucchero, SENZA toccare la farina! Una volta creata la pastella, aggiungete il burro morbido (anzi morbidissimo! Quindi consiglio di tirarlo fuori dal frigo molto tempo prima). A questo punto, amalgamate il burro con la pastella, SENZA toccare ancora la farina. Aggiungete il pizzico di sale e la granella di fave di cacao. Una volta ottenuta una crema senza grumi, finalmente potete incorporare anche la farina. Create un impasto omogeneo, appiattitelo, copritelo con della pellicola e lasciatelo riposare in frigo per almeno 2 ore.


Ora occupiamoci della copertura di frutta: in una padella antiaderente, fate sciogliere lo zucchero di canna con un goccio d'acqua, a fuoco bassissimo. Lavate, tagliate a rondelle i kumquat - con tutta la buccia - e fateli caramellare nella padella con lo zucchero. Il caramello dovrà rimanere abbastanza liquido, perché si addenserà durante la cottura (se pensate sia troppo colloso meglio aggiungere un filo di acqua).
Rivestite una teglia per crostate con carta forno; disponete le rotelline di kumquat accostandole bene tra loro, spezzettate la cioccolata fondente e versate il caramello liquido restante.
Con la frolla ricavate un disco, dello spessore di un cm, per coprire la frutta. Sigillate bene i bordi con un "cordoncino" di frolla. Praticate due buchetti sull'impasto, perché tenderà a gonfiarsi; schiacciate delicatamente con le mani per far uscire l'aria. La frolla sarà pronta quando assumerà un colorito dorato. In forno a 160° per 40' circa. Prima di capovolgerla, lasciatela freddare e staccate con cura la carta forno.